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Ateneo Sicuro. Portale della sicurezza dell'Università di Firenze

Elementi di implementazione di un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL)

L’adozione di un Sistema di Gestione, seppur di carattere volontario, risulta essere una scelta che deve essere fatta con l’obiettivo di:

  • ridurre progressivamente i costi complessivi della salute e sicurezza sul lavoro compresi quelli derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro, ridurre i rischi a cui possono essere esposti i dipendenti o i terzi (clienti, fornitori, visitatori, ecc.);
  • contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;
  • migliorare l’immagine interna ed esterna dell’organizzazione.

Di fatto l’adozione di un SGSL comporta un notevole impegno per l’azienda dal punto di vista del cambiamento della “cultura della sicurezza”, dell’organizzazione di “governo” e di “capitale umano”, delle competenze e capacità del personale coinvolto, del coinvolgimento delle varie strutture e dei lavoratori.

Per realizzare un SGSL la sequenza delle attività da dover svolgere può essere sintetizzata nelle seguenti fasi:

  1. esame iniziale;
  2. redazione, emanazione e diffusione della politica della salute e sicurezza sul lavoro;
  3. pianificazione;
  4. definizione della struttura organizzativa del SGSL;
  5. valutazione dei rischi e definizione procedure operative e gestionali;
  6. formazione, sensibilizzazione e coinvolgimento del personale;
  7. controllo operativo e monitoraggio;
  8. riesame e miglioramento.

Fase 1: l’esame iniziale costituisce il primo passo che consente di raccogliere tutte le informazioni utili per capire come pianificare il rispetto dei requisiti richiesti dallo standard di riferimento. In questa fase deve essere analizzata la struttura organizzativa, i processi e le procedura attuate in azienda valutandone l’idoneità o meno. A queste informazione vanno aggiunte quelle derivati dagli esiti della valutazione dei rischi così da definire gli obiettivi che devono essere raggiunti.

Ad esempio, dovrà essere tenuto conto:

  • dei requisiti legislativi, dei regolamenti, dei principi e delle linee guida applicabili all’azienda;
  • dei processi dell’azienda e delle loro interazioni;
  • dell’analisi e della valutazione dei rischi;
  • della presenza di prassi e di procedure di gestione della sicurezza;
  • dei dati su incidenti, infortuni, malattie professionali e assenze;
  • dell’identificazione di soggetti esposti;
  • dell’identificazione delle procedure presenti per quanto riguarda gli appalti, le manutenzioni, …;
  • del livello di partecipazione esistente dei lavoratori e dei loro rappresentanti;
  • del livello di formazione/informazione esistente in materia di SSL;

In particolare l’azienda dovrà identificare tutti i pericoli presenti, valutarne i rischi e individuare le adeguate misure di prevenzione e/o protezione da applicare, non solo dei propri dipendenti ma anche di tutte le persone che accedono alle proprie aree (appaltatori, visitatori, etc.).

Fase 2: raccolte tutte le informazioni, l’Alta Direzione[1] deve definire la politica in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro stabilendo le linee di azione e le strategie che devono essere seguite per il miglioramento continuo. La politica dovrà essere formulata in modo documentato, cioè in forma scritta, così da dare evidenza sulla volontà di raggiungere gli obiettivi prefissi.

La politica dovrà inoltre essere divulgata a tutte le parti interessate, sia interne che esterne all’azienda (ex fornitori, clienti, etc.).

La politica dovrà essere oggetto di riesame annuale in base ai risultati dei monitoraggi condotti (audit) oppure a seguito di possibili eventi e/o modifiche che lo rendono necessario. Il riesame non comporta, necessariamente, la modifica della politica stessa.

Fase 3: stabiliti gli obiettivi dovrà essere predisposto uno specifico piano di azione al fine di garantire l'effettiva realizzazione della politica e per poter intervenire sui rischi rilevati in fase di valutazione del rischio. Detto piano sarà soggetto a riesame periodico in funzione dell’evoluzione dell’attività svolta.

La pianificazione delle attività deve prendere in considerazione almeno i seguenti aspetti:

  • individuare le figure/strutture coinvolte nella realizzazione del piano definendone le relative responsabilità e competenze;
  • definire e graduare gli obiettivi per l’implementazione, il mantenimento e il miglioramento del SGSL;
  • definizione degli indici di misura (ovvero criteri di valutazione per dimostrare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi fissati) e le modalità di verifica degli obiettivi stessi.

Nella Pianificazione devono essere considerate tutte le attività lavorative, ordinarie e straordinarie nonché le eventuali situazioni di emergenza.

Fase 4: al fine di poter raggiungere gli obiettivi prefissati sarà necessario definire una struttura organizzativa adeguata alla natura dell’attività svolta, alla sua dimensione, al livello dei rischi lavorativi, alla sua politica di salute e sicurezza. Il personale coinvolto dovrà essere informato e formato al fine di contribuire attivamente all’ottenimento degli obiettivi.

Fermo restando i compiti e le responsabilità del datore di lavoro, i compiti e le responsabilità del personale coinvolto nella struttura organizzativa del SGSL dovranno essere esplicitati in documenti scritti e resi note agli interessati.

Pertanto la struttura organizzativa del SGSL dovrà essere:

  • definita;
  • documentata;
  • comunicata;
  • rivista ad intervalli regolari o ogni volta che si verificano modifiche.

Generalmente le figure che costituiscono la struttura organizzativa del SGSL sono individuate in:

  • il responsabile del SGSL (ex: datore di lavoro);
  • eventuali dirigenti a cui il datore di lavoro, tramite delega, trasferisce le funzioni relative alla sicurezza;
  • responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP);
  • addetti al servizio di prevenzione e protezione (ASPP);
  • medico competente (MC);
  • preposti;
  • addetti alle emergenze (antincendio e primo soccorso);
  • addetti allo svolgimento degli audit interni.

Fase 5: il SGSL dovrà portare l’azienda al rispetto legislativo, infatti solo attraverso il mantenimento della conformità legislativa il Sistema consentirà all’azienda una gestione della salute e sicurezza rivolta al miglioramento continuo. Pertanto il SGSL deve essere centrato sulla valutazione dei rischi che risulti focalizzata sull’analisi dei processi, sulle loro modalità operative ed interazioni, così da permettere la pianificazione delle attività da fare ed il loro controllo operativo.

La valutazione dei rischi dovrà fornire un quadro generale ed esauriente dell’entità dei rischi presenti che consenta una successiva fase decisionale sugli interventi da realizzare. Dovranno essere definiti i limiti di accettabilità e gli interventi di prevenzione e/o protezione necessari per ridurre i rischi non accettabili. La definizione dei “limiti di accettabilità” non risulta arbitraria ma dipende da vincoli di legge, da norme tecniche[2], buone prassi e dalle politiche aziendali di miglioramento.

Il processo di valutazione dei rischi dovrà prevedere lo svolgimento di una serie di passi per mezzo dei quali dovranno essere esaminati in modo sistematico i pericoli per la salute e per la sicurezza delle persone presenti nei luoghi di lavoro o connessi con le attività lavorative svolte, al fine di esprimere, sulla base delle effettive modalità di svolgimento e delle misure di sicurezza adottate, un giudizio sulla sicurezza di chi è soggetto a detti pericoli.

L’adozione di un SGSL prevede che a seguito della valutazione dei rischi vengano predisposte ed attuate, da parte dell’azienda,  delle procedure affinché i soggetti che lavorano siano consapevoli delle potenziali conseguenze a fronte di scostamenti rispetto alle procedure definite[3]. Dette procedure dovranno essere mantenute aggiornate.

Fase 6: al fine di garantire una corretta attuazione del SGSL risulta fondamentale che le persone con compiti inerenti alla salute e la sicurezza sul lavoro risultino competenti. La competenza deve essere stabilita in termini di formazione ed informazione. A questo scopo devono essere definite procedure specifiche di formazione per tutti i dipendenti che tengano conto anche dei contenuti degli accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (entrati in vigore dal 26 gennaio 2012). La formazione dovrà comunque riguardare: la politica, le procedure e ai requisiti del SGSL, ruoli e ruolo e responsabilità, specifiche procedure operative ecc.

Ai fini del coinvolgimento dei lavoratori, l’azienda dovrà individuare e predisporre idonei mezzi (web, elettronici, cartacei, ecc…) per la gestione e diffusione delle informazioni.

Fase 7: uno dei punti più delicati risulta essere il controllo e monitoraggio dei risultati ottenuti. La verifica del raggiungimento o meno degli obiettivi individuati e pianificati dovrà essere svolta attraverso la definizione di indicatori che permettano di valutare sia il raggiungimento degli obiettivi prefissati che le modalità di raggiungimento degli stessi. In particolare gli obiettivi dovranno essere: specifici, misurabili e raggiungibili. Questa fase si concretizza nell’attività di monitoraggio continuo e di misura delle attività che hanno maggiori ricadute sulla salute e sicurezza. In particolare dovranno essere svolti audit interni[4] che consentano di stabilire se il sistema risulta conforme a quanto pianificato, correttamente applicato, mantenuto attivo ed in grado di raggiungere gli obiettivi. Al controllo e monitoraggio dovrà essere collegato anche il processo di trattamento delle eventuali non conformità riscontrate (processo che spesso viene collegato al rilievo dei quasi incidenti ed infortuni che dovranno essere gestiti con apposite procedure).

Fase 8: tutte le informazioni derivanti dal monitoraggio e controllo devono essere portati alla fase del riesame dell’Alta Direzione. Il riesame dovrà essere svolto con cadenza pianificata e con lo scopo di correggere eventuali errori di gestione e di migliorare gli obiettivi prefissati.


[1] Alta Direzione: è costituita da coloro che sono al vertice dell’azienda, la governano ed a cui vengano ricondotte le responsabilità gestionali richieste dal SGSL.

[2] Ad esempio la norma BS 18004:2008 costituisce un importante riferimento in quanto:

  • rappresenta una guida per le aziende che implementano un SGSL ed in particolare le OHSAS 18001;
  • contiene i criteri per lo svolgimento del processo di valutazione dei rischi.

[3] A titolo di esempio tra le procedure definite trova spazio quella relativa alla registrazione, investigazione ed analisi degli incidenti ed infortuni al fine di individuare le carenze ed i fattori che potrebbero causarne il ripetersi, valutando così anche il bisogno di adottare azioni correttive e preventive.

[4] Lo svolgimento di audit interni dovrà essere svolto, da personale competente, secondo un programma prestabilito e pianificato ad esempio seguendo i contenuti della UNI EN ISO 19011.

 
ultimo aggiornamento: 01-Set-2015
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